Mercoledì 07 Dicembre 2011 15:23
Egregio direttore,
ieri, in tarda serata, ho avuto la sfortuna di imbattermi su un programma di Rai 4 che si intitola "Il male cabaret", tre minuti di vignette, a dire degli autori, di satira su temi di attualità. Apprendo che il principale di tali autori è Vauro Senesi, noto "campione" del libero pensiero, del buongusto e della satira garbata. Tutti lo abbiamo conosciuto nella trasmissione di Santoro "Annozero" e tutti ricordiamo che i suoi strali creativi avevano lì fondamentalmente due bersagli: l'ex-premier Silvio Berlusconi e la Chiesa cattolica, Papa e Vescovi, preti e suore, nessuno escluso.
Caduto in disgrazia il primo, ecco lo scenario divenire del tutto favorevole per concentrarsi sulla seconda. Che sogno dev'essere per il signor Vauro: tre minuti tutti per sè, pagati con i soldi pubblici del canone Rai, tre minuti coi quali dare sfogo al proprio becero anticlericalismo, facendo un uso pubblico, su mezzo pubblico, di una propria convinzione privata: il massimo per chi ha bisogno di tutelarsi vigliaccamente da accuse di partigianeria. "Se sono sulla Rai sono intoccabile", si sarà detto il buon Vauro;" "sulla Rai si fa cultura, la mia è cultura, figuriamoci!, e guai a dire il contrario. Chi lo fa è un bacchettone, un talebano d'Occidente".
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