Articoli

di P. Antonio Maria SICARI

Il Vangelo di Gesù si chiude con questo comando che Egli diede ai suoi discepoli: «Andate ad ammaestrare tutte le genti». Ma questo "pressante desiderio di Gesù" è già annunciato nelle prime pagine evangeliche. Il racconto natalizio dei Magi (che giungono a Betlemme dal lontano Oriente, per adorare il Bambino Gesù) ci parla già delle genti lontane, e le descrive già in cammino verso il Figlio di Dio fatto uomo. Così sappiamo che i popoli sono alla ricerca di Gesù e che Egli vuole essere "trovato" da tutti. Per questo la Sacra Scrittura, parlando dell'atteso Messia, lo chiamava: «Il desiderato di tutte le genti».

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Omelia di Papa Benedetto XVI nella Solennità della MADRE di DIO

"Di fronte alle ombre che oggi oscurano l’orizzonte del mondo, assumersi la responsabilità di educare i giovani alla conoscenza della verità, ai valori fondamentali dell’esistenza, alle virtù intellettuali, teologali e morali, significa guardare al futuro con speranza. E in questo impegno per un’educazione integrale, entra anche la formazione alla giustizia e alla pace. I ragazzi e le ragazze di oggi crescono in un mondo che è diventato, per così dire, più piccolo, dove i contatti tra le differenti culture e tradizioni, anche se non sempre diretti, sono costanti. Per loro, oggi più che mai, è indispensabile imparare il valore e il metodo della convivenza pacifica, del rispetto reciproco, del dialogo e della comprensione. I giovani sono per loro natura aperti a questi atteggiamenti, ma proprio la realtà sociale in cui crescono può portarli a pensare e ad agire in modo opposto, persino intollerante e violento. Solo una solida educazione della loro coscienza può metterli al riparo da questi rischi e renderli capaci di lottare sempre e soltanto contando sulla forza della verità e del bene. Questa educazione parte dalla famiglia e si sviluppa nella scuola e nelle altre esperienze formative" (Benedetto XVI).

di P. Antonio Maria SICARI

Il Natale ci ha già mostrato la Sacra Famiglia raccolta nella grotta di Betlemme, ma oggi siamo invitati a contemplarla nella casetta di Nazareth, dove Maria e Giuseppe sono intenti a far crescere, giorno dopo giorno, il fanciullo Gesù. Possiamo immaginarla facilmente (gli artisti l'hanno fatto spesso) in mille situazioni e atteggiamenti, mettendo in primo piano o la Vergine santa accanto al suo Bambino, o il buon san Giuseppe nella bottega di falegname dove il fanciullo impara anche il lavoro umano, giocando.

 

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di P. Antonio Maria SICARI

Si dice che anticamente, in qualche cattedrale, la festa dei santi Innocenti cominciasse al canto del Magnificat. Ed ecco che, appena si giungeva al versetto: «Ha deposto i potenti dai troni e ha esaltato i piccoli», i canonici abbandonavano i loro stalli nel coro e offrivano il posto ai chierichetti. Era un modo simpatico di onorare i piccoli martiri. Che dire di loro? Sono "infanti": «Non sanno ancora parlare», ma danno testimonianza con tutta la loro piccola persona.

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NATALE del SIGNORE
Omelia del Papa - Messa di mezzanotte

"Dobbiamo chinarci, andare spiritualmente, per così dire, a piedi, per poter entrare attraverso il portale della fede ed incontrare il Dio che è diverso dai nostri pregiudizi e dalle nostre opinioni: il Dio che si nasconde nell’umiltà di un bimbo appena nato. Celebriamo così la liturgia di questa Notte santa e rinunciamo a fissarci su ciò che è materiale, misurabile e toccabile. Lasciamoci rendere semplici da quel Dio che si manifesta al cuore diventato semplice" (Benedetto XVI).

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Ritratti di Santi - Itinerario Quaresimale 2011

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