Martedì 25 Luglio 2006 02:00

Nel martoriato Libano l'ordinazione sacerdtale di P. Elie Massaad.
P. Antonio Sicari scrive al responsabile del MEC nel Libano Elian Hage che invita:
"Alle 18 ogni giorno uniamoci nella preghiera"
Brescia, 17 luglio 2006
Caro Elian
e carissimi tutti della comunità del Libano,
Dopo esser rientrati in Italia, con un viaggio lungo e avventuroso (durato quasi trenta ore) – ma sempre assistiti dalla vostra cura affettuosa e dalla protezione della Vergine Santa – ci sembra giusto riflettere con voi su quello che il Signore ci ha donato e ci ha chiesto.
Ci ha donato, ancora una volta, il gusto della nostra rinnovata amicizia e la possibilità di vederne già i frutti gloriosi nella Ordinazione di P. Elie Massaad, la prima vocazione sacerdotale nata nella nostra storia di Movimento: e proprio in Libano!
Ma Dio ha voluto anche “educarci”.
Ci avevate affettuosamente preparato un programma di viaggio festoso, dove – alle celebrazioni liturgiche per l’Ordinazione e alla prima Santa Messa – si aggiungevano alcune visite turistiche alla vostra bella terra, gli incontri conviviali e quelli formativi, nell’attesa di coronare tutto con gli “Esercizi spirituali”.
Abbiamo avuto il tempo di compiere un solo “viaggio turistico”: quello tra le montagne, ai tre santuari dei vostri grandi Santi Eremiti, gloria cristiana della nazione Libanese, nella prima giornata. E (nella seconda mattinata) l’ascesa al Santuario Mariano che domina dall’alto la città di Beyrouth. Solo viaggi di preghiera, dunque, come se Dio avesse voluto avvertirci che era necessario pregare molto per il Libano! Poi l’Ordinazione di Padre Elie e la festa successiva. Poi l’avventuroso viaggio di ritorno, inseguiti dalle tragiche notizie delle ferite inferte alla vostra terra martoriata.
E tutto si concludeva per noi proprio il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo e anniversario dell’approvazione ecclesiale del nostro Movimento.
Intanto il Papa nell’Angelus di quello stesso giorno, spiegava a tutti i cristiani:
«Per una felice coincidenza, l’odierna domenica cade il 16 luglio, giorno in cui la liturgia ricorda la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo, alto promontorio che si erge lungo la costa orientale del Mar Mediterraneo, proprio all’altezza della Galilea, ha sulle sue pendici numerose grotte naturali, predilette dagli eremiti. Il più celebre di questi uomini di Dio fu il grande profeta Elia, che nel IX secolo avanti Cristo difese strenuamente dalla contaminazione dei culti idolatrici la purezza della fede nel Dio unico e vero. Proprio ispirandosi alla figura di Elia, è sorto l’Ordine contemplativo dei "Carmelitani", famiglia religiosa che annovera tra i suoi membri grandi santi come Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, Teresa di Gesù Bambino e Teresa Benedetta della Croce (al secolo, Edith Stein). I Carmelitani hanno diffuso nel popolo cristiano la devozione alla Beata Vergine del Monte Carmelo, additandola come modello di preghiera, di contemplazione e di dedizione a Dio. Maria, infatti, per prima e in modo insuperabile, ha creduto e sperimentato che Gesù, Verbo incarnato, è il culmine, la vetta dell’incontro dell’uomo con Dio. Accogliendone pienamente la Parola, è "giunta felicemente alla santa montagna" e vive per sempre, in anima e corpo, con il Signore. Alla Regina del Monte Carmelo desidero quest’oggi affidare tutte le comunità di vita contemplativa sparse nel mondo, in modo speciale quelle dell’Ordine Carmelitano… Maria aiuti ogni cristiano a incontrare Dio nel silenzio della preghiera».
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