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Sabato 10 novembre, presso il Santuario Madonna delle Laste di Trento, il Movimento Ecclesiale Carmelitano ha proposto alla cittadinanza un evento musicale (replicato a Brescia l’11 novembre) di singolare interesse. Il coro e l’ensemble strumentale Flos Carmeli, i due soprani Laura Fabris e Margherita Guarino e l’organista Adriano Dallapè, diretti dal maestro Stefano Chicco, hanno eseguito brani tratti dal repertorio della compositrice Cecilia Vettorazzi, docente di Esercitazioni Corali presso il Conservatorio di Trento e membro del nostro Movimento. Le musiche, tutte riconducibili, benché in diversa misura, all’ambito della spiritualità carmelitana, sono state prodotte in un arco di ben tredici anni e intendono dare veste nuova ad alcuni canti tradizionali della Chiesa cattolica, come la Salve regina e il Veni Sancte Spiritus, e offrire forma sonora agli scritti di alcuni grandi santi appartenenti all’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

 

Effuso per la prima volta alla fine del XII secolo sul Monte Carmelo in Terra Santa, il carisma carmelitano è connotato da una profonda e irrinunciabile vocazione alla Bellezza, ricercata con insistenza attraverso la contemplazione delle creature, ma trovata compiutamente solo nella profondità del mistero trinitario. Lungo i secoli il carisma si è incarnato nelle figure di innumerevoli santi, dai tratti umani spesso molto differenti ma accomunati dal desiderio e dalla capacità di scendere nelle profondità del proprio cuore, là dove abita Dio Amore, per intrattenersi con Lui in un dialogo innamorato che trasfigura di bellezza l’intera creazione e ogni singola creatura.

 

La beata Elisabetta della Trinità, della quale si è celebrato il centenario della morte nel novembre 2006, in una lettera alla sorella scrive: “Hai mai sondato l’abisso dell’Amore? Io voglio rivelarti l’immutabile tenerezza che plana sulla tua anima di notte e di giorno. Credi sempre all’Amore, qualunque cosa accada. Credi sempre all’Amore.” Ed è proprio da queste parole, così intensamente cariche di confidenza in Dio, che prendono il titolo un brano inedito previsto dal programma e il concerto. Ma anche un altro pezzo, che interpreta musicalmente un appunto di santa Teresa d’Avila, esprime la medesima fiducia che non teme avversità: “Niente ti turbi, niente ti spaventi. Tutto passa, Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto, chi ha Dio non manca di nulla. Dio solo basta.” E così via, di volta in volta, per gli strumenti e le voci che le interpretano, le note del maestro Vettorazzi disegnano sul pentagramma ora (nell’Elevazione alla SS. Trinità) il battito rassicurante del cuore di Dio, ora (nel Flos Carmeli) l’aprirsi e il chiudersi del fiore più bello del Carmelo, la Vergine Maria, in un’architettura musicale da “guardare” oltreché da ascoltare.

 

 

La Madonna, sublime modello di ogni virtù e centro della spiritualità carmelitana, viene cantata nelle melodie della tradizione rivisitate con nuove armonizzazioni o in altre del tutto moderne, che però subiscono a tal punto il fascino dell’antico canto gregoriano, da interrompersi di quando in quando per citarlo. Tratto comune a tutti i brani è il desiderio di cantare quell’Amore ineffabile che s. Giovanni della Croce, definito il “Dante spagnolo”, ha mirabilmente espresso in tutte le sue opere e in particolare nel cantico Que bien sé yo la fonte. Questa parte della produzione di Cecilia Vettorazzi, già così densa di creazioni pregevoli, è ben lontana dal concludersi; sono in programma, infatti, nuove composizioni dedicate a san Giovanni della Croce.

 

Amalia Masset

 

 

 

CECILIA VETTORAZZI

 

Nata a Levico Terme (TN) nel 1959, si è diplomata a Padova e Verona, in Composizione, Musica Corale e Direzione di coro. Ha insegnato Direzione di coro a Roma, nei corsi di perfezionamento liturgico-musicale organizzati dalla Conferenza Episcopale Italiana e sempre a Roma, con scadenza annuale, collabora ora con Marco Frisina alla formazione corale dei musicisti di chiesa. In questi ultimi anni, il suo impegno compositivo si è dedicato alle figure storiche del Carmelo. Il brano “Flos Carmeli” eseguito in Italia e all’estero (Vienna), segna l’esordio di questo cammino. Da ricordare: “Que bien se yo la fonte” (S. Giovanni della Croce) per organo e soprano, eseguito a Cambridge e a Bruxelles nel 2001, e “Elevation” (Elisabetta della Trinità) per quintetto d’archi e due soprani, che è stato eseguito in Francia e in Belgio in occasione del centenario della morte della santa carmelitana. La sua musica è pubblicata a cura della casa editrice Armelin di Padova. 
 

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