
Il Cardinale Camillo Ruini – in seguito alla campagna per la moratoria dell’aborto patrocinata da “Il Foglio”, quotidiano diretto da Giuliano Ferrara – ha affermato ai microfoni del Tg5: “Credo che dopo il risultato felice ottenuto riguardo alla pena di morte fosse molto logico richiamare il tema dell’aborto e chiedere una moratoria, quantomeno per stimolare, risvegliare le coscienze di tutti, per aiutare a rendersi conto che il bambino in seno alla madre è davvero un essere umano e che la sua soppressione è inevitabilmente la soppressione di un essere umano. In secondo luogo si può sperare che da questa moratoria venga anche uno stimolo per l’Italia, quantomeno per applicare integralmente la legge sull’aborto che dice di essere legge che intende difendere la vita, quindi applicare questa legge in quelle parti che davvero possono essere di difesa della vita e forse, a trent’anni ormai dalla legge, aggiornarla al progresso scientifico che ad esempio ha fatto fare grandi passi avanti alla sopravvivenza dei bambini prematuri. Diventa veramente inammissibile procedere all’aborto ad una età del feto nella quale egli potrebbe vivere anche da solo” (31 dicembre 2007).
La campagna per la moratoria dell'aborto – ricorda l’Osservatore Romano – lanciata dal quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, è partita il 21 dicembre, quando sulle colonne del giornale è apparso l'annuncio di un digiuno (ma con assunzione di liquidi) da rispettare a partire dalla vigilia di Natale fino al primo giorno dell'anno nuovo, al fine di destinare il denaro così risparmiato al movimento per la vita e ai centri di assistenza che lavorano contro l'aborto. Il giorno precedente il cardinale Renato Raffaele Martino, nel corso di una intervista concessa a "L'Osservatore Romano" in merito alla moratoria della pena di morte, aveva spiegato che "i cattolici non considerano il diritto alla vita trattabile caso per caso o scomponibile". E, aveva aggiunto il cardinale, presidente dei Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace e della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, "l'esempio più evidente è quello dei milioni e milioni di uccisioni di esseri certamente innocenti, i bambini non nati".
Nel discorso di fine anno l’Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI Angelo Bagnasco ha affermato: “I vescovi e la Chiesa devono esprimere, nel rispetto intelligente delle responsabilità, le proprie convinzioni in modo puntuale e tempestivo secondo che le circostanze lo richiedano per il bene generale”. Bisogna, continua Mons. Bagnasco, “difendere e promuovere l'insostituibile e ineguagliabile valore della famiglia fondata sul matrimonio, sorgente di vita, scuola di umanità e di fede”. Su questi temi (leggo in una nota SIR) – ha aggiunto l’arcivescovo – “la Chiesa non può tacere”. “Si tratta di non tradire gli uomini che vedono nella Chiesa e nel suo Magistero un punto di riferimento, perché essa non parla per interessi propri ma per il bene di tutti”. Anche oggi la Chiesa ricorda “a volte controcorrente – i valori fondamentali dell'umanità dell'uomo”. “Su moltissime questioni – ha aggiunto Bagnasco - si possono e si devono trovare mediazioni sensate e costruttive”, ma vi sono “valori fondamentali” che “non ammettono compromessi”.
M.N.
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