
Le parole di questa lettera (della quale abbiamo scelto di pubblicare i passaggi principali), proveniente dalla comunità libanese del nostro Movimento, ci permettono di comprendere i timori e le speranze di un popolo segnato dal dramma della guerra.
Carissimi, quello che mi dispiace di più è di dirvi che la situazione è critica a livello di conflitti politici tra i cristiani, divisi in se stessi; la nostra paura è sulla presenza cristiana in Libano, questo paese in cui i cristiani erano testimoni della verità ed un esempio di vita. Non dico questo per darvi un’immagine pessimista, ma per trasmettervi la nostra preoccupazione sul futuro, specialmente sul fatto che la presenza dei cristiani in tutto l’oriente sta peggiorando. Questi conflitti tra cristiani causano un clima di disgusto fra la gente, specialmente nei giovani impegnati e moderati che sono sempre di più convinti di avere un futuro migliore fuori dal Libano.
Sono certo che ognuno di voi ora si domanda che cosa può fare per aiutare questo paese: Niente, davvero niente, tranne la preghiera, perchè il Signore non fa mancare le sue grazie, e noi crediamo fermamente che “dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia”, e noi speriamo nelle grazie del Signore.
Per quanto riguarda la Comunità, vorrei farvi sapere che “nonostante tutto” abbiamo iniziato gli incontri di Scuola di Cristianesimo e messo a tema alcuni importanti propositi:
1. Eleminare i conflitti politici che ammareggiano i cuori dei membri del movimento, e che stano influenzando negativamente i rapporti fraterni.
2. Aiutare le famiglie bisognose per alleggerire il peso che portano.
3. Lavorare sul libretto di Scuola di Cristianesimo, che abbiamo provveduto a tradurre in lingua araba.
Carissimi, infine, e con la gioia che nasce dalla speranza, vorrei dirvi che noi crediamo che per quanto lunga sia la notte, la luce tornerà a sorgere, e l’amore vincerà il male, in tutti i luoghi ed in tutti i tempi. Niente può mettere in dubbio la nostra fede e fiducia nel ruolo che dobbiamo svolgere nel nostro oriente e nella nostra patria qualunque siano le conseguenze. Crediamo anche che non sia un caso l’aver incontrato il Movimento Ecclesiale Carmelitano nella nostra vita, ma un piano divino voluto da Dio, perchè possa essere come l’ha concepito il padre fondatore: un cammino verso la santità.
Saluti per ciascuno e ciascuna di voi, con affetto e gratitudine.
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