
Non c’è ancora pace nella terra martoriata del Libano. Da mesi, ormai, la popolazione libanese attende l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica verso cui sono orientate le speranze di tutti i cittadini. Le condizioni civili e umane della popolazione libanese hanno superato, già da tempo, i limiti massimi della tolleranza. Mancano i principali punti di riferimento per risollevare economicamente e umanitariamente le sorti del Paese e restituire ad ogni cittadino la speranza di tempi migliori.
Il patriarca maronita Nasrallah Sfeir, ancora una volta, esprime “preoccupazione di fronte allo sviluppo drammatico della situazione nel paese, richiamando la responsabilità di tutti, invitando tutti a compiere il loro dovere civico e criticando quelle persone che continuano a minacciare la stabilità del Paese. Il patriarca ha poi rinnovato il suo appello a tutti i deputati perché assolvano la loro alta responsabilità e partecipano all'elezione del nuovo presidente, prevista per il 7 dicembre. Il card. Sfeir non ha nascosto la sua amarezza a causa del vuoto costituzionale e per le voci che continuano a criticare la sua posizione” (AsiaNews).
Durante l’Angelus del 11 novembre 2007 Papa Ratzinger affidò a Nostra Signora del Libano la “sospirata” svolta politica del Paese: “L’Assemblea Nazionale libanese sarà prossimamente chiamata ad eleggere il nuovo Capo dello Stato. Come dimostrano le numerose iniziative intraprese in questi giorni, si tratta di un passaggio cruciale, dal quale dipende la stessa sopravvivenza del Libano e delle sue istituzioni. Faccio mie le preoccupazioni espresse recentemente dal Patriarca maronita, Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Sfeir, e il suo auspicio affinché nel nuovo Presidente possano riconoscersi tutti i Libanesi. Supplichiamo insieme Nostra Signora del Libano, perché ispiri a tutte le parti interessate il necessario distacco dagli interessi personali e una vera passione per il bene comune” (Benedetto XVI).
P. Elie Massaad ha scritto questa bellissima preghiera per il Libano. Tutti noi sappiamo che in quella terra vivono anche molti dei nostri amici, con i quali condividiamo l’esperienza del Movimento Ecclesiale Carmelitano. Questa preghiera diventi per ciascuno di noi un modo per stargli vicini nel tempo dell’Avvento appena iniziato.
PREGHIERA A MARIA
"Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; come gli occhi
della schiava alla mano della sua padrona..." così i miei occhi sono rivolti
a te o Madre amabile, Madre mia e Regina dell'universo!
Madonna "bianca" la cui luce splende dall'alto del monte, Madonna del
Libano, volgi il tuo tenero sguardo sui tuoi figli che bramano tanto la pace
che non c'è! Vieni presto a visitare la nostra terra, vieni a sanare le sue
ferite, vieni a portare il lieto annunzio della vera gioia Gesù Cristo tuo
figlio!
Nella mia patria il "vino buono" è finito...e la "festa" interrotta...! O
"stella del mare", "Madre della speranza", nelle tue mani affidiamo questo
nostro popolo; compi, ti supplichiamo, il miracolo della pace, illumina il
cuore dei governanti perché cerchino con umiltà il bene comune anziché i
loro interessi personali, perché seminino la concordia anziché le contese e
le inimicizie! Santa Maria, Madre degli afflitti, insegnaci a mantenere viva
la fiamma della fede e accesa la luce della speranza; ridonaci la gioia e la
pace e veglia sul nostro cammino!
P. Elie Massaad ocd
Avvento 2007
Ingrandimento immagine di copertina (P. Antonio Sicari, P. Gianni Bracchi, Elian Hage incontrano in Libano il patriarca maronita Nasrallah Sfeir)
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