
1) Dalla lettura di alcuni giornali costatiamo, con grande tristezza, che non sempre le parole del Papa vengono accolte da alcuni (talvolta prestigiosi) esponenti dell’episcopato, soprattutto quando sono a tema argomenti che riguardano la moralità dell’uomo, la preziosità della vita, la dignità della persona e della famiglia. Si assiste così ad una sorta di libera interpretazione di detti argomenti che non corrispondono alla Verità evangelica richiamata dal Papa stesso.
2) In uno dei punti salienti dell’Esortazione Apostolica Postsinodale “Sacramentum Caritatis”, Benedetto XVI rivolge un esplicito richiamo alla politica cattolica e all’episcopato:
“I politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia (cfr 1 Cor 11,27-29). I Vescovi sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato”.
3) Oggi si preferisce considerare la Chiesa un'organizzazione piuttosto che vederla visibilmente presente in un "organismo". In quanto cristiani, vorrebbero “imbavagliarci” per impedirci di prendere posizione su determinate scelte etiche e sociali, vorrebbero farci credere che la fede è un pio sentimento umano che nulla ha a che fare con la vita, i problemi e le scelte legate ad essa. Già qualcuno, un tempo, pensò bene di mettere a tacere per sempre la voce del Battista, o la vita di uno come Padre Pino Puglisi (Sacerdote della Chiesa palermitana ucciso dalla mafia) che si ostinava a non rispettare le regole del “potere” locale e a credere che “l'aspetto più sublime della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio” (GS, 19).
Quali sono le sue considerazioni?
Caro Michelangelo,
anzitutto un grazie a Dio perché vuoi vivere con fedeltà la fede a Cristo, facendo parte del movimento carmelitano. Un impegno davvero grande, frutto della grazia e della fedeltà a Cristo, non facile nel mondo di oggi che preferisce prendere il distacco da Dio, affidandosi al nulla!
Rispondendo alle tue domande, posso solo esprimere il mio disappunto nel leggere che alcuni vescovi o sacerdoti e cristiani impegnati possano non essere in comunione con la dottrina della chiesa espressa dai vescovi, in questo difficile momento sui grandi valori del matrimonio, della famiglia, e in generale della persona umana. I vescovi non dicono, per la loro natura nella chiesa di magistero, verità proprie, ma hanno il dovere di ricordare a tutti quanto è voce di Dio e bene dell’uomo e della umanità. E tutti sappiamo come il matrimonio è istituzione divina, come la vita è dono di Dio, come il valore della persona umana è quello che Gesù ha detto: “quello che farete ad uno di questi piccoli lo fate a me”. Non è assolutamente ammesso che su tutto questo che viene da Dio, ci sia divergenza. Crea solo scandalo e disorientamento nelle coscienze dei fedeli.
E’ chiara la dottrina sociale della chiesa che non solo si rivolge a tutti gli uomini per il bene comune, ma si affida sopratutto ai cristiani che hanno scelto la politica, come servizio ai cittadini. Un servizio che dovrebbe essere risposta a promuovere il bene dell’uomo, secondo Dio. Ma si ha l’impressione che i cosiddetti cattolici politici, a volte si dicono cristiani, ma non lo sono. E quello che conta è essere cristiani fino in fondo. E’ qui che un buon cattolico dovrebbe saper scrutare alla luce dello spirito, ossia secondo coscienza e tenendo conto della volontà degli elettori.
Ed è davvero ignoranza vedere nella chiesa una organizzazione umana gerarchica, composta da vescovi, preti, fedeli. Nessuna organizzazione umana può donare quello che è di Dio. Gli uomini di chiesa sono dei chiamati, come gli apostoli o i battezzati, a servire i beni di Dio e non crearli. Pensare alla chiesa come organizzazione impossibile, è la via larga per mettere fuori causa la presenza di Dio che è in Gesù, il capo della chiesa e quindi Colui che la nutre e che seguono i discepoli. Ma tant’è viviamo un tempo di pericolosa ignoranza anche nei cristiani: una ignoranza che si deve superare con la Evangelizzazione e la catechesi...come fate voi.
Dio vi illumini e guidi sempre. Vi benedico di cuore
Antonio, vescovo
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