
“Molti ripetono volentieri l’affermazione cristiana che «Dio è amore». Ma non sembrano avvertire che le parole «Dio è amore» sono prive di significato reale se Dio non contiene almeno due Persone. L’amore è qualcosa che una persona ha per un’altra” (C. S. Lewis).
Questa breve ma intensa citazione ci regala lo spunto per riflettere sul principale mistero della nostra fede: l’amore trinitario di Dio.
La Trinità è il mistero centrale della fede cristiana, dovremmo conoscerlo bene… invece è l’argomento che spesso omettiamo di precisare nei nostri discorsi, probabilmente per il timore di dover spiegare come mai il nostro è un Dio uno e trino!
"Dio è amore e vive in se stesso un mistero di comunione e di amore. Creandola a sua immagine [...] Dio iscrive nell'umanità dell'uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell'amore e della comunione” (Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 11).
Non si può comprendere Dio se lo separiamo dalla capacità di relazione che mette in comunione il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Dio non è solitudine, se non fosse stato in grado di esprimere in se stesso una comunione di persone non avrebbe potuto creare gli uomini capaci di ricevere e donare amore, a Sua immagine e somiglianza. “L'immagine divina è presente in ogni uomo. Risplende nella comunione delle persone, a somiglianza dell'unità delle persone divine tra loro” (CCC, 1702).
La famiglia cristiana è una comunione di persone, segno e immagine della comunione del Padre e del Figlio nello Spirito Santo. La sua attività procreatrice ed educativa è il riflesso dell'opera creatrice del Padre. La famiglia è chiamata a condividere la preghiera e il sacrificio di Cristo. (CCC, 2205).
Per amare qualcuno non basta solo la nostra buona volontà e libertà, è necessario misurarsi con l’immagine d’amore di cui siamo stati resi capaci e permettere alla grazia di Dio di rendere presente in noi il suo stesso Amore trinitario.
Se i nostri rapporti, relativamente al donare e ricevere amore, non sono ancora pienamente e trinitariamente realizzati è perché manca Dio!
“L’iniziale creazione viene, dunque, perfezionata: Dio –che è Trinità e sa che cosa sia una perfetta comunione di Persone – trae Eva da Adamo, in modo che l’unico essere umano esista in due forme complementari: maschile e femminile, capaci di comunione e di reciproco e fecondo amore. Nel corso dei secoli, ogni volta che l’uomo e la donna si incontrano in un vero reciproco e unico amore, essi esperimentano qualcosa del gesto originario compiuto da Dio creando e donando Eva a Adamo. I poeti dell’amore lo hanno sempre intuito. I due giovani protagonisti de “Il vecchio statista” –dramma composto da T. S. Eliot– si scambiano appunto una tale certezza: «Ora siamo consapevoli di un nuovo essere, che è insieme me e te. O mia cara, io ti amo fino ai limiti dell’inesprimibile e oltre. E’ strano come le parole siano inadeguate…» –dice Charles. «Io ti ho amato fin dalla fondazione del mondo» –gli risponde Monica. «L’amore che ci ha unito esisteva prima ancora che tu e io nascessimo. E’ sempre esistito… Nemmeno la morte riesce a sgomentarmi, fissa come sono nella certezza di un amore che non muta. Mi sento interamente sicura di te. Sono parte di te». Se si assaporano lentamente queste parole –che tutti gli innamorati vorrebbero potersi scambiare– ci si accorge che esse si richiamano intuitivamente a un principio, da cui gli amanti traggono la certezza e l’indissolubilità –e quasi la necessità– del loro amore” (P. Antonio M. Sicari, Laici e consigli evangelici).
Michelangelo Nasca
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