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Una famiglia incontra il Papa
In passato ogni qual volta si parlava di famiglia allargata il riferimento era chiaro: si trattava di quella trama di affetti, nonni, zii, cugini, amici, che aiutano il bambino, ma anche l’adulto, a crescere e a vivere serenamente. Adesso con “famiglia allargata” si intende anche quella situazione per cui ci si ritrova con il proprio padre e il nuovo compagno della mamma, l’amica del papà con i suoi figli, e via di seguito. In questi ultimi tempi mi sono trovata di fronte ad articoli di quotidiani che presentano come valore la capacità di districarsi “cordialmente” tra questo tipo di relazioni

È indubbio che ciascuno è libero di costruirsi la vita che vuole e le sicurezze che può, ma - senza volere apparire moralista, ma soltanto desiderosa di testimoniare la mia fede - non posso tacere che, per me cristiana, e principalmente per me creatura umana, altri sono e rimangono oggettivamente i valori. Ultimamente è come se ci vergognassimo di dire la verità, ma… “Io sono la via, la verità e la vita”. Se dunque Cristo è lì, sempre a dare la vita e a darla  in maniera struggente per tutti, non posso pensare diversamente da come proprio il rapporto con Lui e con la sua Chiesa mi spinge a fare.

È un valore che un bambino sia accolto e accolga i suoi fratelli, generati e nati dallo stesso grembo, e che, aiutato da papà e mamma, impari ad essere ospitale verso altri piccoli amici. È un valore che una ragazza incontri un ragazzo e possa avere nella profondità dell’anima la sicurezza che lui la potrà amare per sempre, e viceversa. È un valore che una coppia di sposi abbiano la certezza che tutto nel loro rapporto ha a che fare con l’Infinito, anche le fatiche più quotidiane e nascoste. È un valore che ci siano coppie che festeggino ancora i loro 25 e 50 anni e più di nozze, tra figli, nipoti e pronipoti. È un valore che si continuino a fare quei bei pranzi domenicali con i nonni, con le anziane zie sole, e perché no, con quella persona di cui nessuno si ricorda mai. È un valore che tra famiglie nascano amicizie sempre più profonde: “trinitarie”, che consentano un sostegno reciproco e garantiscano un reale modello di carità… È un valore avere cura della persona umana custodendo le sue radici di figlio.

Siamo fermamente convinti di ciò non perchè abbiamo imparato ormai da troppo tempo delle regole su cui siamo irremovibili, ma perché ci fidiamo ciecamente dell’incredibile amore di Dio che alla creatura umana ha dato come valore Se stesso.

 

Antonella Gizzi

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