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S. Casa di Loreto - Parete esterna

Più di cento ragazzi del MEC si stanno preparando per raggiungere Loreto. L’incontro con Benedetto XVI porta a compimento un’ estate intensa e ricca di proposte e prepara ad entrare nella scuola con l’atteggiamento giusto: non c’è tempo da perdere! Non si tratta né di una scampagnata né di un “pieno” di entusiasmo. Tutto questo è corollario rispetto alla grande chiamata di Cristo: “vuoi essere mio amico?”. Il Papa  invita i giovani a Loreto non a caso. In questo Santuario sono custoditi le quattro mura dove il Verbo si è fatto carne, dove è cresciuto in età sapienza e grazia davanti a Dio e agli uomini. E allora il Papa, quasi prendendo per mano ogni ragazzo e ogni ragazza, li accompagna davanti all’umanità di Cristo perché si rendano conto di “come Lui li ama…”. Sull’amore  siamo convinti di sapere molto. E a questa presunzione non sfuggono certo i giovani che, anzi, tendono ad esibire con sfacciata sicurezza atteggiamenti e comportamenti francamente superficiali… per non dire volgari. La convinzione di “sapere già” è favorita dal fatto che l’amore è un sentimento primario, un’emozione a cui non ci si può sottrarre. L’uomo non può vivere senza amare ed essere amato! Ma in realtà se c’è qualcosa che veramente non sappiamo e non conosciamo è proprio l’amore.

1) Il punto di partenza è l’amore di Dio per noi. Noi neppure conosceremmo quel po’ di amore di cui  facciamo esperienza,  se non fossimo immersi dentro il gran mare dell’amore di Dio. Dio ci destina alla più profonda comunione con Lui. Nel Mec tutti dovremmo sapere a memoria il n° 19 della Gaudium et Spes: “La ragione più alta della dignità dell’uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l’uomo è invitato al dialogo con Dio: non esiste, infatti, se non perché, creato per amore da Dio, da Lui sempre per amore è conservato, né vive pienamente secondo verità se non lo riconosce liberamente e se non si affida al suo creatore…”.

2) Noi non pensiamo abbastanza a quanto Dio ci ha amato. Davanti alla disobbedienza degli uomini la scelta di Dio è stata quella di venire nella nostra casa: è entrato anche nella stanza più terribile; ha preso su di sé tutta la nostra sporcizia, il nostro male; ha condiviso tutto con amore fino alla croce.

3) “Come Lui ci ha amati, così noi dobbiamo amarci”.  P. Massimiliano Kolbe è una testimonianza drammatica dell’amore cristiano.  Non muore soltanto per salvare un padre che piange disperato per i suoi bambini, accetta la morte in favore dell’aguzzino nazista che lo sta uccidendo: questo è l’amore di Cristo in P. Massimiliano! L’amore redentivo di Dio è così abissale che possiamo solo chiedere, domandare. Davanti all’amico che ti fa del male devi decidere se è il male a vincere sul tuo cuore o se è il tuo cuore a vincere sul  male. E’ una legge irrevocabile. Le leggi dell’amore sono tutte diverse da quelle che crediamo di sapere!

I giorni di Loreto ci portano di schianto e in anticipo alla scuola di Cristo.  Approfittiamone con tutte le nostre forze. Il Papa saprà certamente parlare all’intelligenza e al cuore di ognuno. L’augurio è che nell’Agorà ci stiate non come massa o come numeri, ma da discepoli innamorati. Mi auguro di rivedervi cambiati in meglio.

P. Gino

 

 

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