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Creazione dell'uomo di Michelangelo - Part.

«Abbiamo costruito in laboratorio un cromosoma sintetico e siamo pronti per annunciare la creazione della prima forma di vita artificiale». E’ la rivelazione sensazionale annunciata dallo scienziato americano Craig Venter, il quale avrebbe creato laboratorialmente il primo cromosoma artificiale. Altri esperti affermano che in realtà Venter ha solo manipolato un cromosoma già esistente..

 

Salvino Leone, docente di Bioetica all’Università di Palermo, a tal proposito invita alla prudenza, e parlando ai microfoni del SIR (Servizio informazione religiosa) afferma: “Ciò che sembra certo è che siano state assemblate varie sostanze per dare origine a questo cromosoma. Ora si tratta di capire se si tratta solo di una creazione di un ‘pezzo’ artificiale, non molto diverso in questo caso da un cuore o un rene artificiale, o se se tutto l’assetto genetico sia artificiale, al fine di produrre vita in laboratorio. Un’operazione, quest’ultima, non ammissibile e non accettabile… Anche quando si riuscisse a creare vita in laboratorio, ci sarebbe sempre una componente spirituale ineliminabile, che prescinde dalle dimensioni scientifiche della vita stessa”.

Indicative le rivelazioni raccolte dal quotidiano cattolico Avvenire proprio dai protagonisti della sensazionale scoperta: “È certamente legittimo – premette la giornalista A. Morresi che ha curato l’articolo – , e guai se non ci fosse, l’entusiasmo di chi, avendo dedicato la vita alla ricerca, si trova di fronte a risultati importanti e sensazionali, e immagina scenari futuri in cui le applicazioni delle scoperte fatte potranno rivoluzionare le condizioni di tutti noi. Ma non si capisce perché il tono debba essere quello di chi si mette in concorrenza col Padre Eterno. Quando gli è stato chiesto se lui e i suoi collaboratori stessero giocando a essere Dio, Hamilton Smith, premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina e a capo dell’équipe di Venter , ha risposto: «Noi non stiamo giocando». E Venter stesso, parlando delle sue recenti ricerche, dice di «impersonare la parte di Dio».  Come se la partita della scienza non fosse l’eterna sfida fra la ragione umana e la possibilità di comprendere il significato della realtà, ma il tentativo – finora inutile – di sostituirsi a Chi quella realtà l’ha creata”.

Non vogliamo adesso inoltrarci in specificazioni tecnico-scientifiche difficilmente confutabili da chi non è addetto ai lavori, credo però che le affermazioni appena riportate ci permettono di riflettere con serietà sul futuro della nostra vita.

 

“Guai all’uomo che si considera padrone di un altro uomo. La nostra civiltà deve difendersi dalla scienza che mira ad intaccare l’essenza umana. Gli esperimenti, le scoperte, vanno bene se servono a migliorare la salute delle persone e lì si devono fermare. È impensabile superare questi limiti, sarebbe una violenza contro l’umanità” (Card. E. Tonini).

 

“Quale Creatore, Dio è in certo modo «al di fuori» del creato e il creato è «al di fuori» di Dio. Nello stesso tempo il creato è completamente e pienamente debitore a Dio della propria esistenza (di essere ciò che è), perché ha origine completamente e pienamente dalla potenza di Dio. Si può anche dire che mediante questa potenza creatrice (l'onnipotenza) Dio è nel creato e il creato è in lui. Tuttavia quest'immanenza di Dio non intacca in nulla la trascendenza che gli è propria nei riguardi di ogni cosa alla quale egli dà l'esistenza” (Giovanni Paolo II).

 

«E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen 1, 26-27).

 

Certamente ci accuseranno, ancora una volta, di mettere in ballo la fede pur di frenare l’evoluzione scientifica… ma il cristiano è abbastanza robusto per sopravvive al dolore di tali accuse!

 

M.N.

 

 

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