ARTE CRISTIANA
di Rosario RIBBENE
foto di Ignazio Tesoro

Molti sono gli spunti di riflessione che possono scaturire passando in rassegna quanto detto durante gli Esercizi Spirituali appena conclusi ed alcuni di questi possono aprire scenari meditativi inaspettati. In particolare, in una delle meditazioni, P. Antonio M. Sicari ha detto: «c’è un legame tra Dio e l’uomo che è un dato incontrovertibile… il divino e l’umano sono due persone che dialogano» ed ancora: «Dio dirompe nella storia dell’uomo».

Se “la bellezza è un modo in cui Dio si rivela” (P. Sicari) e se “attraverso i segni gli occhi e il cuore dell’uomo si aprono al divino” (P. Aldo Cazzago), il dialogo col divino si materializza sulla terra attraverso sublimi opere d’arte, esattamente come avviene nelle funzioni liturgiche. La fervida devozione di un sovrano e la capacità creativa dell’artista danno vita a preghiere che prendono forma attraverso la pietra, il legno, il vetro, il marmo, l’oro, etc. Così l’uomo volge il suo sguardo verso il cielo, verso quel Padre a cui tende braccia materializzate da scintillanti pietre e possenti verticalità.
Recentemente, durante l’omelia della Messa presieduta da Papa Benedetto XVI a Barcellona per la dedicazione della chiesa della Sagrada Familia e dell’altare, Sua Santità ha detto: «Nel cuore del mondo, di fronte allo sguardo di Dio e degli uomini, in un umile e gioioso atto di fede, abbiamo innalzato un’immensa mole di materia, frutto della natura e di un incalcolabile sforzo dell’intelligenza umana, costruttrice di quest’opera d’arte. Essa è un segno visibile del Dio invisibile, alla cui gloria svettano queste torri, frecce che indicano l’assoluto della luce e di colui che è la Luce, l’Altezza e la Bellezza medesime», ricordando l’operosa attività dell’architetto Antoni Gaudí ed aggiungendo che : «In realtà, la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo».

È proprio partendo da questi passaggi che si può constatare quanto sia divino l’umano e come sia umano il divino nell’eterno legame-dialogo tra l’uomo (artista, re committente) e Dio attraverso, ad esempio, l’edificazione di una chiesa. Il Carmelo, in tal senso, “intende partecipare con fantasia e creatività alla grande e unica missione della Chiesa: condurre gli uomini a fare esperienza dell’amore di Dio Trinità, annunciando loro Cristo risorto e infiammandoli del fuoco dello Spirito Santo (P. A. Cazzago)”. E l’arte riesce perfettamente a “trasferire in formule significative ciò che è in se stesso ineffabile” attraverso “una capacità tutta sua di cogliere l’uno o l’altro aspetto del messaggio traducendolo in colori, forme, suoni che assecondano l’intuizione di chi guarda o ascolta. E questo senza privare il messaggio stesso del suo valore trascendentale e del suo alone di mistero (Papa Giovanni Paolo II).

Gli elementi di spunto fin qui presi in considerazione sono alla base dell’idea di una rubrica dedicata alla scoperta di certi ambiti dell’arte cristiana. Nel giardino dell’arte, infatti, sono fiorite nel corso dei secoli splendidi esempi che possono ben tratteggiare quel dialogo tra l’uomo e Dio (che è storia di ogni uomo e dell’umanità tutta). Una chiesa, ad esempio, non è un semplice edificio ma un umile e gioioso atto di fede…frutto della natura e di un incalcolabile sforzo dell’intelligenza umana…Essa è un segno visibile del Dio invisibile (Papa Benedetto XVI).

L’articolazione della rubrica intende suggerire l’analisi di alcuni tra gli esempi più rappresentativi della millenaria produzione artistica cristiana. Il trampolino di lancio scelto per introdurre questo spazio di approfondimento è l’architettura chiesastica della Sicilia - il Duomo di Cefalù, il Duomo di Monreale, la Chiesa della Martorana a Palermo, la cattedrale di Palermo, le chiese dell’Ordine Carmelitano – con un rapido excursus riguardante i mosaici bizantini nella Sicilia medievale. L’arco temporale preso in considerazione è ragguardevole; le chiese prese in esame, infatti, vengono edificate dagli Altavilla a partire dagli ultimi quarant’anni dell’XI secolo e, più avanti, dall’Ordine Carmelitano presente nell’Isola.
La finalità della rubrica dunque, vorrebbe destare nei lettori ricchi spunti riflessivi ed anche la curiosità di riscoprire il dialogo tra l’uomo e il divino attraverso l’esperienza di segni, da secoli vivi testimoni della fede e della spiritualità che li ha concepiti.

Ingrandimento immagine Cristo Pantocrator della Cattedrale di Cefalù

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