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LA VERITA’

La canzone “La verità” è stata scritta e cantata da Dario Brunori, in arte Brunori  Sas, cantautore di Cosenza, 42 anni.  Dario ha assunto il nome d’arte di Brunori Sas, ha già vinto diversi premi e percorso in tour parecchi chilometri.

“La verità” è molto bella. Ci si ferma volentieri ad ascoltarla, prestando molta attenzione alle parole. Fin dai primi accordi si nota che in questo pezzo c’è qualcosa di speciale, come in tutte le grandi canzoni. “La verità” è uno sguardo sulla vita, sulle nostre piccole e grandi storie, sui nostri momenti di solitudine e malinconia. E’ una sorta di dialogo introspettivo. L’autore parla ad un tu, ma è evidente che sta parlando a se stesso e allo stesso tempo a tutti noi, adulti talvolta spenti e un poco rassegnati. Parla, canta, per raccontare di una vita che lentamente pare morire ogni giorno un po’ di più: “Te ne sei accorto, sì che parti per scalare le montagne e poi ti fermi al primo ristorante”. “Te ne sei accorto o no che non c’hai più le palle per rischiare”, che “non serve a niente mostrarti sorridente agli occhi della gente”. No, non è questa la verità. Non bisogna nascondere il dolore, perché “il dolore serve, come serve la felicità”. La malinconia è velata, ma esce; la malinconia, a volte, è dolce, è calda, quasi rassicurante, ti consente di stare nel tuo dolore e quasi di coccolarlo. Alla lunga, però, rischia di espandersi e così accade nella canzone, ma quando pare infilarsi nel tunnel della tristezza un guizzo la riprende. Così la canzone rinasce, e tra gli accordi filtra la speranza: “Ma l’hai capito che non ti serve a niente sembrare intelligente agli occhi della gente. E che morire serve anche a rinascere“. Alla fine, quando forse non te lo aspetti più, il Natale arriva, a riaccendere la fiammella, fino a trasformare la tristezza in desiderio di amore, in speranza di un abbraccio, in certezza di salvezza.

La verità
Brunori Sas

Te ne sei accorto, sì
Che parti per scalare le montagne
E poi ti fermi al primo ristorante
E non ci pensi più

Te ne sei accorto, sì
Che tutto questo rischio calcolato
Toglie il sapore pure al cioccolato
E non ti basta più

Ma l’hai capito che non serve a niente
Mostrarti sorridente
Agli occhi della gente
E che il dolore serve
Proprio come serve la felicità

Te ne sei accorto, sì
Che passi tutto il giorno a disegnare
Quella barchetta ferma in mezzo al mare
E non ti butti mai
Te ne sei accorto o no
Che non c’hai più le palle per rischiare
Di diventare quello che ti pare
E non ci credi più

Ma l’hai capito che non ti serve a niente
Sembrare intelligente
Agli occhi della gente
E che morire serve
Anche a rinascere

La verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più

La verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà morire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più.

Ascolta la canzone

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