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COSTRUTTORI DI CATTEDRALI

Il dolore, che ciascuno di noi ha provato nel vedere la Cattedrale di Notre Dame de Paris sgretolarsi sotto la forza del fuoco, si accompagna al dolore che come cristiano provo nel sentire quasi tutti i commentatori televisivi parlare del crollo di un simbolo di Parigi, dell’Europa, del mondo intero. Parlano di un simbolo di civiltà, di un’ opera che ha coinvolto nella sua costruzione millenaria interi popoli di migranti che hanno trovato lavoro nell’edificazione della Cattedrale. Nessuno, o forse una minuta schiera di “anchorman”, parla di un simbolo della cristianità, della cristianità parigina, europea, del mondo intero. E’  la cristianità che ha fondato l’Europa e che l’ Europa oggi non vuole riconoscere, un’Europa che non ha voluto ammettere queste sue origini neanche nel testo della sua Costituzione.

Oggi, vedendo le immagini della guglia – con in cima la Croce – che crolla inesorabilmente, non posso che piangere: oltre che per la perdita immensa di una insostituibile opera d’arte, anche per il crollo della ragione umana, incapace di riconoscere come quella costruzione ci riguardasse tutti. Forse proprio oggi dovremmo ricordare, infatti, quello che abbiamo ascoltato più volte nel racconto medioevale del pellegrino che incontra i tre tagliapietre. E, mentre i primi due, alla domanda del pellegrino circa il loro lavoro, rispondono solo parlando della fatica o del bisogno di guadagno, il terzo mostra un altro orizzonte:

“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino. “Non lo vedi?”, rispose l’uomo, sorridendo con fierezza. “Sto costruendo una cattedrale”. E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di ardite guglie di pietra grigia, puntate verso il cielo.

Oggi, mentre siamo già alla vigilia di Pasqua, viviamo nella certezza che – oltre alla ricostruzione materiale dell’edifico sacro – ci sarà una resurrezione e una rinascita in Gesù Cristo.

Spetta a ciascuno di noi diventare costruttori di questa Cattedrale.

Gabriele Tomasoni, presidente del Movimento Ecclesiale Carmelitano

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