Comments are off for this post

Lo struzzo e il fenicottero

RACCONTI
di Sole e Luigi LAROCCHI

C’erano una volta due uccelli molto amici tra loro. Erano candidi e belli come angeli. Andavano spesso in giro per il bosco impettiti come gendarmi e tutti gli animali avevano imparato a rispettarli.
I due uccelli un giorno si trovarono coinvolti in una lite: da una parte vi era il coniglio, dall’altra la formica. Vennero chiamati per fare da giudici alla contesa. Il coniglio accusava la formica di avere mancato di rispetto alla volpe, sua cara amica, perché aveva tagliato alcuni peli della sua bella coda rossa per farsi il nido. La formica si difendeva dicendo che in fondo non era poi un granché, perché si trattava di peli inutili, e in fondo le aveva reso un favore.

Il primo dei due amici non sapendo come risolvere la faccenda preferì mettere la testa sotto terra dicendo che voleva riflettere sulla questione … a lungo; il secondo, ritenendo opportuno guardare la cosa da un altro punto di vista, si sollevò così in alto con le sue ali da non riuscire neppure più a vedere la terra.
Purtroppo però la discussione non finì lì. A poco a poco altri animali furono coinvolti e come si suol dire, una parola tira l’altra, e alla fine di un’accesa discussione ne divampò un vero incendio.

Il primo volatile, dal momento che aveva messo la testa sotto terra, non si accorse del fuoco che stava devastando l’intero bosco. Troppo tardi si avvide di essersi bruciato le piume delle zampe e del collo.
Il secondo uccello, quello che aveva voluto osservare il problema da una certa distanza, non si accorse che si era accostato un po’ troppo al sole e da quel giorno perse il colore candido delle sue piume per assumere un colorito arancione.

Da allora i due amici divennero molto diversi tra loro e non furono più visti assieme.
Il primo divenne uno struzzo, un uccello molto poco aggraziato, goffo e con le gambe ed il collo spelacchiati.
Il secondo uccello divenne un fenicottero, con un brutto becco ricurvo, che passa la maggior parte della vita con le zampe nel fango delle rive dei laghi.

 

Comments are closed.