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Valore delle leggende Carmelitane

Nel nostro lavoro di riflessione sul carisma carmelitano la prima fase dei lavori consiste nella conoscenza e nell’assimilazione degli archetipi e delle «antiche leggende» che hanno nutrito il carisma stesso per parecchi secoli. Ciò potrebbe sembrare oggi ad alcuni non abbastanza interessante, perché si tratterebbe appunto solo di leggende, di cose dunque «non storiche», «non vere». Ma sarebbe un giudizio sciocco e fuorviante.

Ecco perché. «Il termine “leggenda” deriva dal participio latino legenda (“da leggersi”), con riferimento alla vita di un santo di cui doveva farsi la lettura nel giorno della festa. Legendarius è il libro dove le vite dei santi sono raccolte, e Legenda aurea chiama Jacopo da Varazze la sua raccolta di vite dei santi.
A causa degli elementi fantastici introdotti dall’immaginosa devozione popolare, il nome leggenda ha finito per applicarsi a qualunque racconto che prescinde dalla storia o la deforma, ma che si riferisce a personaggi che sono realmente vissuti, o a figure immaginarie, collegati però con dati luoghi e operanti in un dato tempo.
(A differenza però di fiabe, novelle e miti) la leggenda suppone sempre: 

  1. un legame qualsiasi o storico o topografico con la realtà,
  2. uno scopo di carattere religioso o civile…, 
  3. un’amplificazione ideale del dato di fatto che viene elevato a simbolo sintetizzatore della storia e degli ideali… del popolo che la crea e, sotto questo aspetto essa contiene in qualche modo la verità non meno che la storia stessa, in quanto simboleggia ciò che vi è di essenziale nel pensiero e nelle aspirazioni dell’anima popolare».1

E’ importante dunque capire che non si può trascurare le leggende soltanto perché i singoli particolari o episodi non sono «storici» nel senso scientifico del termine. C’è una storia più profonda di quella che può essere raccontata con documenti o cronache. Inoltre circa le «leggende agiografiche e religiose» in genere, e quelle carmelitane in specie, bisogna rilevare due cose:

  1. L’elemento “fantasioso” non è generato solo dalla effervescente immaginazione popolare, ma dal fatto che già nella storia propriamente detta sono presenti accadimenti soprannaturali, mirabili –spesso ancor più meravigliosi di quelli che la fantasia popolare, in seguito, creerà o amplierà. Tanto che spesso gli episodi immaginati o amplificati altro non sono che pallide e ingenue «imitazioni» di quelli realmente accaduti. Ad esempio: nella cosiddetta “leggenda francescana” ciò che è stato successivamente creato e amplificato è meno meraviglioso di ciò che è realmente accaduto nella vicenda storica di Francesco, tutta intrisa di soprannaturale.
  2. Quando determinate «leggende» sono state ritenute storiche, in senso proprio, per lunghi secoli, e si sono addirittura fondate sulle ricostruzioni storiche allora possibili, esse hanno dato origine a successivi veri fatti storici. Ad esempio, nel caso carmelitano, la «discendenza elianica ininterrotta» e la «particolare appartenenza mariana» sono state ritenute storicamente fondate per parecchi secoli. Ciò può essere ritenuto oggi «non storico» in senso scientifico, ma «storico in senso scientifico» è il fatto che l’identità carmelitana si sia costruita così per parecchi secoli. Ed è con questa identità che oggi noi dobbiamo fare i conti.

    Scuola del Carisma
    Trento  31 luglio 5 agosto 1998

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1 Dalla «Enciclopedia Italiana Treccani».

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